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lucrezio_de_rerum_natura.JPGUno dei modelli a cui si ispira Lucrezio è Epicuro. Quest'ultimo scrive un'opera di 37 libri omonima a quella di Lucrezio intitolata "Peri Physeos" la quale però non arrivò per intero a Lucrezio; ne lesse solamente un epitame ( riassunto dell'opera).

Altre opere di Epicuro sono 3 epistole indirizzate a Erodoto, Pitocle e Menèceo.

Lucrezio studia anche Empedocle tanto da considerarlo un meastro.

Dopo ciò scrive il poema epico didascalico, quale è giunto a noi oggi. Nonostante Epicuro criticasse la poesia, Lucrezio ritenie che essa sia molto importante e utilizza la bellezza (tema poetico) come mezzo estetico, fine morale o fine di ammaestramento.

Ricordiamo che il destinatario dell'opera "De rerum natura" è Memio che ricopriva cariche politiche e che amava comporre poesia onducendo una vita dispendiosa e lussuosa; Memmio dunque non era un epicureo e di conseguenza non conduceva una vita retta: è proprio questo l'obiettivo che Lucrezio si proprone nell'opera ovvero quello di fargli prendere la retta via.

Per quello che si riferisce al tema della religione Lucrezio cerca di sintetizzare il problema affermando che gli dèi vivono nell'Intermundia dunque esistono ma non si interessano minimamente degli uomini; inoltre considera la religione un motivo di spavento per il popolo, 

 

Il tema della morte lo affronta dicendo che gli uomini hanno paura di essa ma Lucrezio la intende come la fine di tutto dopo la quale non c'è continuità in quanto c'è il dissolvimento degli atomi. 

"Quando c'è la morte non ci siamo noi e quando ci siamo noi non c'è la morte".

Affronta anche il tema del rapporto tra uomo e natura: in quel tempo c'era la credenza che l'uomo era creato dalla natura ed era felice ma contrariamente a questo Lucrezio afferma che la natura è una matrigna che crea l'uomo semplicemete per farlo soffrire (quando un bambino nasce la prima cosa che fa è piangere e dunque i genitori lo devono consolare).

 

LINGUA E STILE

Dai modelli a cui si rifa Lucrezio riprende uno stile pieno di figure retoriche: allitterazioni, onomatopea , omoteleuto ed enjambement. 

 

CRITICA A LUCREZIO 

Perelli definisce Lucrezio un poeta dell'angoscia criticando il suo pessimismo: si ritiene che Lucrezio non tenga conto della positività circa Epicuro famoso come personaggio liberatore. 


 


Tag(s) : #Scuola&Consigli

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