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Catullo nacque nel 84 A.C. a Verona. Grazie all'elevata posizione economica della famiglia poté permettersi una buona educazione. Catullo si trasferì a Roma dove trovò una situazione di profonda mutazione politica e culturale. Qui incontrò una donna che determinò la sua vita e la sua poesia: Clodia che lui chiama Lesbia. Ne parlerà molto nei versi che scriverà proprio sotto lo pseudonimo di Lesbia. Tornò a Verona quando seppe della morte del fratello ma tornò presto a Roma sia perché non riusciva a stare lontano dalla sua vita romana ma anche perché Lesbia aveva trovato un nuovo amore. Fece un viaggio in Bitinia per far visita alla tomba del fratello e per cancellare dal suo cuore la donna che lo aveva tradito. Tornò poi sul lago di Garda dove morì.

 

Di Catullo ci sono pervenuti 116 carmi. l'intero corpus è introdotto da un carme, Libellus, dedicato ad un suo amico che apprezzava le sue nugiae, ovvero delle piccole poesie di argomento quotidiano non dotto. 

Con il nome nugiae vengono i primi 60 componimenti del corpus. I metri che Catullo usa sono molteplici: usa per lo più endecasillabi faleci ma anche trimetri giambici puri, ipponattei, asclepiadi ecc.. proprio per evitare la monotonia. 

I temi sono vari: in molti carmi parla del suo amore per Lesbia; altri sono dedicati all'amore per Giovenzio, un adolescente molto bello; e altri ancora sono dedicati ai suoi amici e nemici. 

Nei carmina docta Catullo tratta di tematiche amorose e vuole elevare la propria esperienza di vita volendola mettere sullo stesso piano dell'esemplarità del mito. 

Tutti i carmina che lui scrive sono tutti 'distici-elegiaci' ovvero usa il pentametro e l'esametro.

Anche negli epigrammi Catullo ripropone le tematiche precedenti: Lesbia, Giovenzio, amici e nemici e il fratello.

Il poeta fa una netta distinzione tra l'amore passionale e il semplice 'bene velle' quindi l'amore affettivo.  Inoltre la sua opera è improntata sulla fides sia in ambito amoroso che di amicizia.

Secondo Catullo la verità risiede nella brevitas e non nelle lunghissime composizioni.

Quelli che usa Catullo nelle sue opere sono colloqui fittizzi perché in realtà non riproduce mai un vero dialogo ma il destinatario o l'interlocutore è semplicemente muto e questo tipo di dialogo ha più lo scopo di uno sfogo. Catullo inoltre estremizza i toni espressivi facendo uso dell'enfasi in quanto lui comunica direttamente con l'interlocutore. Abbandona il linguaggio stilizzato della letteratura per acquisire un linguaggio di uso quotiziano da non confondere per nulla al mondo con la lingua rozza e popolare: qui si sta semplicemente parlando di un linguaggio moderno.

Catullo riprende molto dai grandi artisti antichi come Callimaco: alcune differenze stanno solo nel fatto che Callimaco si tiene al di fuori delle sue opere in ambito di sentimenti mentre invece Catullo deve e non può fare a meno di mescolare i suoi sentimenti all'opera.

Troverà molto congeniali altri due pilastri della letteratura come Saffo e Archiloco.

In Archiloco trova come esempio l'alternanza di espressioni dolcissime ed espressioni violente mentre Invece in Saffo si ritrova per il suo amore passionale per Lesbia.

Anche se in qualche modo Catullo imita grandi personaggio da un lato bisogna anche notare la paternità e l'originalità delle sue composizioni: tutti i sentimenti, le situazioni e le circostanze sono sempre partorite da lui stesso! 

Tag(s) : #Scuola&Consigli

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